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La tua casa in un container

Ormai è il tema del momento, per lo meno il mio: sto traslocando per andare in Australia. Sono un filo bollita e confusa, tanto da avere due blog e non sapere bene cosa scrivere di qua e cosa scrivere di , anche perché l’argomento è lo stesso e potrebbe interessare moltissimo come non fregare nulla a nessuno. Probabilmente una volta Down Under capirò anche cosa fare dei miei blog!!!

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In questo rush finale la domanda che mi pongo quando devo decidere dove mettere cosa è: “Voglio che questo faccia assolutamente parte della nostra nuova casa?” Se si,  trovo il modo di farcelo arrivare. Se no, trovo il modo di piazzarlo cercando di buttare in pattumiera il meno possibile.

I miei poster con i “best of” delle cartoline Absolute Vodka rientrano nella categoria assolutamente SI e sto cercando il modo di ficcarli in valigia perché potrebbero non superare il lungo viaggio in container.
Fanno parte del capitolo Amica del Cuore Storica, vedi alla voce Scarabeo blu del precedente post. Amica con cui mi sono hn po’ persa da quando sono mamma,  ma chissà che un giorno non ci ritroveremo da qualche parte 😉

Di sicuro da quella lezione ho imparato molto e non ho nessuna intenzione di farmi scappare le mie attuali amiche più care: siete avvisate!!!

Mi guardo intorno in questa casa che man mano si svuota e mi rendo conto che i nostri compagni di viaggio di questi ultimi 10 anni sono stati principalmente quadri e quadretti, piastrelline, persiane dipinte (che ahimè non mi posso portare), tazze e tanti disegni di nostra figlia 2G.
Verrà tutto con noi a parte il nostro quadro di Sydney ricordo del viaggio di nozze che andrà in montagna proprio sulla parete difronte al letto (eravamo un po’ ossessionati dall’Australia, in effetti).
A dire la verità in questi ultimi 5 anni quasi tutte le attenzioni nostre e di amici e parenti sono state verso le bimbe, cicloni di novità, allegria e compagnia. Sono loro e noi con loro l’essenza della nostra famiglia, al di là di oggetti e giocattoli vari.

Ok, temo di essere ormai preda dai deliri del trasloco!

Questo post in realtà era per chiedervi: qual’è l’oggetto che più simboleggia la vostra casa? Cosa vi portereste dall’altro capo del mondo?

Io risponderei: il mio scoooooooterrrrr!!! Non posso pensare che dovrò pure guidare dall’altro lato…. Aaaaahhhhh!

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Il mio fedele destriero

Amo la natura, stare all’aria aperta e non avere troppI vincoli.
Fin da piccola ho amato le macchine cabrio, tanto da obbligare I miei genitori ad affittarne una durante un mitico viaggio alle Hawaii.

Da quando ne ho scoperto l’esistenza ho deciso che quello sarebbe stato il mezzo di locomozione perfetto per me: lo scooter!

Ovviamente I miei genitori erano contrari sia a comprarmelo che a lasciarmelo usare.
Ovviamente io ho fatto le peggio cose con la mia amica del cuore E. che aveva uno splendido Scarabeo blu.
Mi sono poi trovata un fidanzato con la moto e quando finalmente ho compiuto 19 anni me lo sono comprata con I miei soldini (super scazzo ovviamente dei mieI genitori).

Il mio primo amore è stato lui: uno Zip Piaggio nero usato e pure un po’ tamarro. Ha comunque superato il test genitori ed è stato il mio primo fedele destriero.

A metà università mi ha lasciato e mi sono consolata con un più chicchettoso Kymko People bordeaux che mi ha seguito nei primi anni di lavoro ed ha anche scarrozzato la mia primogenita: incinta fino a 7 mesi con lo scooter pure sul pave’. Assai incosciente lo so, ma non ero pronta a rinunciare alla mia rapida mobilità. Avevo solo 27 anni e davvero poca consapevolezza di cosa voglia dire essere una madre.

Il mitico Kymko ci ha seguito anche a Genova, caricato sul furgone Amico Blu con cui abbiamo traslocato, e si è difeso bene per il primo anno di Liguria. Poi le salite, il vento e la salsedine hanno avuto la meglio…

Ecco quindi arrivare il super Symphony della Sym argento, il tarocco del Liberty Piaggio 125 cc. Più adatto ad una neo trentenne che cerca di continuare a fare l’Arch spostandosi per le vie della lunga, impervia e spesso bagnata Genova. Conosce solo vagamente la mia secondogenita (un po’ di sale in zucca alla fine mi è entrato) e sopravvive pure alle alluvioni.

Oggi mI ha accompagnato per l’ultima volta (con Allerta 2 tanto per cambiare ;)) a Yoga e lunedi verrà venduto ad una mia cara amica.

Inizia così un nuovo paragrafo australiano senza scooter, anche se ero assai tentata di metterlo nel container.

Posso sempre darmi all’addestramento canguri 😉

ps: in realtà ho scritto questa valanga di vaccate per annunciare che è iniziato il conto alla rovescia e sono iniziati I saluti, quelli veri, alle persone ed alle abitudini.

Ma ormai siamo in ballo e balliamo…e speriamo che vada tutto bene!

“Repetita iuvant”, ovvero l’arte del trasloco

MA viene spesso definita “un animo in pena”, lei preferisce la definizione “un animo curioso”, ma la sostanza non cambia: ogni 2/3 anni MA fa le valige e trasloca da qualche parte!!!

Questa volta il salto è ancora più grande, perché dopo Lisbona, Catanzaro, Milano e Genova arriva l’Australia 😉

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Il primo round verso la casa in montagna

Se traslocare da soli è stressante, farlo con I figli è davvero un impegno enorme perché alla fatica fisica dell’inscatolamento e della gestione dI tutta la casa si unisce il peso psicologico della gestione delle paure ed ansie dei bambini che non capiscono tutto il trambusto che li circonda e tendenzialmente reagisco in due modi (almeno le mie figlie): faticano a dormire e non mI mollano più!

Esperienza di Pancia:

Il primo trasloco da mamma è avvenuto quando 2G aveva solo 6 mesi e devo ammettere che lei non se n’è quasi accorta…io si ma questo è un altra storia!

Al secondo trasloco 2G aveva 2 anni e mezzo e nonostante fosse “solo” un cambio di casa e quartiere a Genova, la sua reazione è stata molto forte, con crisi di abbandono, risvegli in piena notte, 2G che entrava negli scatoloni e non voleva più uscire…MA avrebbe voluto picchiare la testa contro gli spigoli.
Alla fine abbiamo accelerato il più possibile il passaggio in casa nuova ed appena ci siamo spostati 2G è tornata per magia la bambina di prima!

Ora siamo al terzo trasloco da mamma e le figlie sono due.
MA visti I precedenti di 2G e la sua estrema sensibilità era assai preoccupata per la primogenita, mentre riteneva che 3G con I suoi “soli” 19 mesI ma soprattutto con il suo carattere solare e leggero non se ne sarebbe nemmeno accorta…
Grave errore: complici 3 amabili canini che stanno spuntando in contemporanea, 3G è rognosissima, non mi lascia nemmeno un istante ed entra in panico appena mi vede aprire un armadio!!!

I miei trucchi?
Tanta ma taaaaaanta pazienza e rendere le bimbe il più partecipI possibili.

Con 2G è più semplice per il fatto che ormai ha 5 anni. Stiamo leggendo libri sul tema trasloco, studiando il mappamondo e l’Atlante dei Piccoli, preparando un collage sull’Australia e sfogliando I depillantes che mi sono fatta dare in agenzia di viaggio.

Con 3G non posso fare altro che mostrarmi serena (aaaaahhhhh!), rassicurarla e spiegarle ciò che sta succedendo…e fare le scatole quando lei non mi vede…facile no?!?

E per chi ha voglia di seguire le mie avventure downunder ecco l’indirizzo del mio secondo blog ParliamodiAustralia e la mia presentazione sul bellissimo sito Amiche di Fuso

Appena avrò un attimo proverò a fondere I due blog…o forse no, non ho ancora deciso! Voi che ne dite?

Libri utili sul tema trasloco e grandi cambiamenti:
– “La casa sull’albero
– ” La tempesta” editore Babalibri
– “La casa più grande del mondo” Babalibri
– “Il mio vicino è un cane
Atlante Touring per i più piccoli

Di nuovo sott’acqua!

Si, abito a Genova e di nuovo siamo sott’acqua.

Si, anche questa volta è stata una brutta esperienza, perché se c’è allerta 2 SI STA A CASA e noi “stronzi” invece ci siamo messi in auto per andare a Milano a festeggiare I 40 di una persona molto cara ed I 5 di 2G con I nonni….

Io a cantare “Siamo I VatussI” per tenere tranquille le bimbe ed intorno a noi il finimondo.
Io che sono sensibile avevo detto “non credo sia il caso di partire”, ma poi dispiace non esserci, far sempre la rognosa…
Tant’è che con tutta quell’acqua ho mantenuto a stento la calma e tra me e me pensavo che non potevo nemmeno lamentarmi perché era tutta colpa nostra: stronzi, in auto con due bambine piccole quando c’è allerta 2.

Ma è passata e stiamo bene al calduccio a Milano.
Io sono nata a Milano, ci ho vissuto fino ai 22 anni e tutta quest’acqua della Liguria proprio non mI si addice: io sono donna di pianura!
Anche le pianure si allagano, per carità, ma in centro a Milano non è mai accaduto nulla e per me è così che deve essere una città, la propria casa: sicura ed asciutta!

Sono turbata? Si!
Sento Genova ancora come “casa”? Si, perché ci ho vissuto 4 anni e mezzo e ci ho fatto pure la seconda figlia.
Sono però molto amareggiata, come già mi avete sentito dire da un po’ di tempo, verso questa Italia che va a rotoli e verso questa Genova che si dilava via.

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Avevo pensato a mille modi poetici per dare l’annuncio, ma non sempre le cose vanno come programmate, per cui ecco che all’interno di questo post un po’ amaro lancio la mia notizia carica di gioia: a fine anno lasciamo Genova, non a causa delle alluvioni, che sto iniziando a capire che fanno un po’ parte di questa città, ma per iniziare una nuova avventura in una terra piatta, secca ed antichissima dall’altra parte del mondo…

Ci trasferiamo in Australia!!!

Milano è la mia città, Genova mi rimarrà sempre nel cuore con tutti I suoi controsensi….chissà l’Australia cosa diventerà!

Ovviamente sto cercando casa in un piano alto, lontana da fiumi ed affini!!! 😉