Il mio VBAC (Parto Naturale dopo Cesareo)

La gravidanza ed il parto sono un’esperienza assolutamente personale e totalizzante per le emozioni che ogni mamma prova (sia positive che negative) ed il legame che si crea con il proprio figlio.
Il parto rappresenta un momento di grandissima intensità e, nel caso del primo figlio, sancisce l’ufficiale “trasformazione” da donna a madre, qualsiasi tipo di parto sia avvenuto.
Sicuramente un parto senza grosse difficoltà e soprattutto soddisfacente per la mamma, permette una partenza un po’ più “in discesa”!

Penso che “solo” chi abbia vissuto un parto non soddisfacente dal punto di vista personale, fermo restando che l’obiettivo finale è che mamma e bimbo stiano bene, possa capire le contrastanti sensazioni che spesso una madre prova.
Chi ha avuto un primo parto cesareo prova spesso una sensazione di indaguatezza o di incompletezza, qualsiasi sia stato il motivo che ha portato all’intervento chirurgico: “presentazione podalica, mancato avvio o avanzamento del travaglio, sofferenza del bimbo, complicazioni per la madre etc, etc.”
Di base, per dirla terra terra, tutte le mamme con cui ho parlato cercavano razionalmente di trovare delle ragioni…ma alla fin fine gli rimaneva sempre il dubbio: “ma se…?!?”

Esperienza di Pancia:
Io rientro nella categoria: gravidanza da 10 e lode, 7 gg oltre il termine, presunta stanchezza di 2G nella pancia (a mio parere eravamo entrambe solo molto desiderose di dormire dopo una giornata che riassumerei come “un po’ sfigata”), induzione in fretta e furia di sera (invece che di mattina come di solito si dovrebbe fare) perché nel grosso Ospedale dove avevo deciso di partitorire in quel momento c’era posto (grrr!), la mia pancia non ha gradito l’induzione col gel ma ha reagito con una contrazione fortissima, momento di “panico” per 2G che si è trovata tutta a un tratto iper compressa, corsa verso sala ooeratoria, nel tragitto il tracciato di 2G si regolarizza, decidono di lasciarmi provare un parto naturale e mi parcheggiano in una sala parto anche se il travaglio non era ancora iniziato… In modo da essere vicino alla sala operatoria…!

Succo della vicenda: 6h di contrazioni belle toste (posso dirlo perché ho il confronto con il secondo parto naturale senza epidurale ;)), rottura spontanea delle acque ma nessuna dilatazione raggiunta, aumento ulteriore delle contrazioni, decisione di cesareo.
Risultato: 2G stava alla grande, 3,550 kg di pupettola, MA incazzata come un toro!!!

Perché questa premessa? Per farvi capire l’antefatto, soprattutto come io l’ho vissuto e quindi perché ci tenevo così tanto a fare un VBAC!

Eccomi alle informazioni utili e ai miei consigli per chi ha voglia di provarci:

quanto tempo dopo, a livello medico: i ginecologi affermano che deve passare almeno 1 anno dopo il cesareo prima di restare nuovamente incinta, il che equivale ad un intervallo di tempo minimo di 1 anno e 9 mesi tra un parto e l’altro.
La cicatrice è così perfettamente in grado di sostenere una seconda gravidanza ed un parto, i rischi di rottura d’utero sono molto bassi.

quanto tempo dopo, a livello umano: dipende, devi aver digerito ben bene il tuo cesareo, perché in Italia il primo cesareo è ancora visto dai medici (e non solo loro) come un segno indelebile che “farà un altro cesareo, vero?” … E se tu rispondi: “Vorrei provare un parto naturale”, vieni travolta dai commenti più svariati dal “sei matta” a “chi te lo fa fare” e da indagini tipo terzo grado sulle “cause” del primo cesareo, cosa emotivamente non molto facile da sopportare per tutti i lunghi 9 mesi di gravidanza!
Io ho dovuto ripetere il racconto che vi ho fatto nella premessa centinaia di volte e sorbirmi le analisi più svariate, del tipo: “non ti sei dilatata perché hai i fianchi troppo stretti” oppure “2G era troppo grande per te” ed il peggiore:”SE NON TI SEI DILATATA UNA VOLTA, NON VEDO PERCHÉ DOVRESTI RIUSCIRCI AL SECONDO TENTATIVO”….grazie per l’incoraggiamento!!!
Devi quindi essere super-ultra-mega convinta della tua scelta, ben preparata a livello psicologico ed estremamente supportata.

Da chi farsi supportare: prima di tutto dal padre del bimbo e dal personale medico.
Nel mio caso ho scelto e ho avuto la fortuna di avere al mio fianco:
1) G e 2G che sono stati ECCEZIONALI.
2G aveva capito tutto e voleva sentirsi vicina alla mamma in quest’avventura. Attente a non far sentire mai il primogenito nato con cesareo come un parto di serie B. Io le ho spiegato che la cicatrice sulla pancia era un sorriso che mi ricordava la sua nascita. Che i medici avevano fatto il cesareo per aiutare la mamma che era stanca, ma che 2G stava benissimo, ed era vero per fortuna! Che grazie a lei la mamma ha imparato tantissime cose e ottenuto la maturità e la forza per provare un parto naturale.
2) La mia ginecologa A, la quale è veramente convinta che un VBAC sia possibile, anche se lei stessa nutriva dei dubbi sui miei fianchi stretti, sulla grandezza di 3G e sulla mia “capacità” di dilatarmi!
3) La mia ostetrica (privata) E. che mi ha seguito, soprattutto a livello psicologico, per tutta la gravidanza
4) La mia insegnante di yoga S, che mi ha aiutato a vivere con il corpo e non solo con la mente, piena di idee, dubbi e … FIFA BLU!!!, tutto il percorso e ad accettare anche un’eventuale secondo cesareo
5) La mia Doula L, che anche se da lontano era una “tifosa da stadio”!
6) Le mie super amiche di Pancia, di future pance e neomamme…insomma, ho voluto condividere molto le mie emozioni con amiche mamme che mi potessero capire, perché avevo bisogno di tanto sostegno “di qualità”

Cosa studiare: io sono una persona molto precisa e razionale, che ha piacere di sapere ciò che sta facendo. In 2 anni di preparazione, ho praticamente conseguito una laurea breve in ginecologia ed ostetricia da autodidatta!!!

Ecco alcuni dei libri che ho letto e vi consiglio:
Venire al mondo e dare alla luce” di V.Schmidt – da leggere subito per fare “pace” con ciò che è stato e capire, forse, perché è successo. A me ha aiutato molto…ho pianto, mi sono incavolata, ho buttato fuori un bel po’ di emozioni.
Dopo un cesareo” di I. Arena – libro utile per i riferimenti scientifici, anche se l’autrice a mio parere è ancora un po’ troppo arrabbiata verso il cesareo ed i medici, nonostante sia anche lei riuscita a fare un VBAC.
Il piacere del parto” di I. M. Gaskin – libro fuori dai nostri classici schemi razionali, mostra come il parto possa essere vissuto in modo primordiale. Alcune cose mi sono sembrate folli, altri consigli utili, soprattutto dà un’iniezione di fiducia alle donne!

Il consiglio finale che mi sento di darvi è: preparatevi, studiate, riflettete, ma soprattutto fatevi supportare da ostetriche e ginecologi davvero pro VBAC e andate a partorire in un ospedale che lo accetta realmente.
In Italia, purtroppo, l’approccio naturale del “proviamo e vediamo come va” non è assai gradito, ma c’è un’altissimo rischio che il vostro progetto venga ostacolato per mille motivi…sarete delle “sorvegliate speciali” dal primo istante.

Ricordiamoci però sempre che l’obiettivo finale è che mamma e bimbo stiano bene…

Il mio VBAC: un bel po’ di ore di travaglio di preparazione e di travaglio attivo, determinata e combattiva grazie a tutto il contorno che mi ero costruita e a tutto ciò che avevo studiato, sono sempre rimasta in movimento e quasi sempre lucida, ho urlato come una forsennata, ho evitato l’epidurale (non perché sono masochista ma perché sconsigliata ai pre-cesarei per il rischio di dover somministrare poi l’ossitocina e aumentare così il rischio di rottura d’utero…a maggior ragione visto che avevo già reagito male al primo parto), mi sono fatta rispettare comunicando chiaramente ciò di cui avevo bisogno…5/6 spinte ben date ed è nata 3G…3.790 kg di pupa rosa e felice…com’erano i miei fianchi?!!!?

A chi mi ha supportato: MILLE GRAZIE di cuore!
A chi ha pregato anche se mi riteneva matta: ancora GRAZIE di cuore!
A chi non ci credeva: VAAAAAFFFFAN….., ma vi capisco! 😉

Link utile:
http://www.periodofertile.it/gravidanza/parto-naturale-dopo-un-parto-cesareo-vbac-quando-e-possibile – articolo per farvi un’idea di massima (sempre attente alle informazioni che si trovano sul web, non sempre hanno fondamenti scientifici!)…

Se vi interessa davvero fare un VBAC:
Studiate, studiate, studiate,
Chiedete, chiedete, chiedete,
Cercate, cercate, cercate,
Rompete, rompete, rompete,
finché non vi sentirete ascoltate, sostenute e rassicurate! 😉

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8 pensieri su “Il mio VBAC (Parto Naturale dopo Cesareo)

  1. MA, mi sono commossa…ero un po’ nella categoria n.2 (della preghiera) con la testa e nella n.1 (del supporto) con il cuore…sono stata tanto felice per te 🙂
    I libri da evitare secondo me (soprattutto per chi è al primo figlio) sono quelli che in nome della naturalità del parto vorrebbero negarne le difficoltà, intese anche solo come fatica e dolore fisico.
    Su l’arte di partorire (scritto da un uomo) dice che il “partorirai con dolore” biblico in realtà andava tradotto con “partorirai con fatica”…ecco pur con parto non cesareo direi che la fatica è lavorare, pensare a casa ecc, partorire lo metterei su un altro piano…
    Secondo me queste illusioni rischiano solo di creare un brusco risveglio una volta in sala parto, dove essere pronte a quello che sta per succedere per me è stato fondamentale.

    1. I miei due parti sono stati la cosa “più” che io abbia mai affrontato fin ora! La consapevolezza del primo parto mi ha aiutato molto nel mio vbac e sono sincera: non tornerei mai al primo parto e non so se mai proverò il desiderio di farne un terzo!!! Di sicuro concordo che alle madri andrebbe detta la verità, perché va bene che sia il dolore che la fatica sono soggettivi…ma partorire naturalmente o almeno provarci è davvero un evento “follemente unico” 😉

  2. Cccomi, presente con parto cesareo doc, trauma non ancora risolto, fifa blu per il prossimo ipotetico parto. E se tento il VBAC e va male pure questo? doppia sofferenza? Aiuto.

    1. uuuh come ti cspisco!posso chiederti quanto ha tuo figlio/a? Io ho elucubrato e mi sono documentata per un anno, cioè fino ai due anni di 2G prima di prendere in considerazione l’ipotesi di un secondo figlio. Sono rimasta incinta dopo 2 anni e mezzo ed a quel punto ero nella fase: “Molto determinata per il parto naturale, ma se poi dovesse essere un cesareo va bene lo stesso, per il bene mio e di mio figlio”. Se mamma e bimbo stanno bene, qualsiasi tipo di parto è un successo! Datti tempo! Un abbraccio grande.

  3. Il mio cesareo è stato dovuto a rischio di sofferenza fetale, stavo perdendo il meconio e la dilatazione da 9 era regredita a 7 cm. 24 ore di travaglio dalla sera prima a casa a non dormire, 8 ore di ossitocina senza epidurale e tutto il resto mi sono sentita nei primi mesi davvero una fallita. Camilla è comunque nata con indice di Apgar 10/10, molto poco convinta dell’essere stata tirata fuori dal suo monolocale di lusso ma alla fine siamo qui.
    Sono stati proprio i dottori dell’ospedale a propormi un travaglio di prova e io sono rimasta con loro su questa linea di azione: o nasce lei nei tempi stabiliti o mi aprite di nuovo. Almeno ho una possibilità di tentare, perché se anche stavolta faccio un TC il naturale non potrò più provarlo. Poi mettici i tempi di recupero più brevi, da sola con una quasi 2enne terremoto… incrocio le dita ma so che la sfiga è sempre dietro l’angolo! Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza!

    1. Ogni volta che leggo ho I brividi! Partorire è davvero una cosa “enorme” da tutti I punti di vista. È sempre una vittoria quando mamma e bimbo stanno bene. Anche io ci ho messo tanto tempo ad accettare questo fatto, che sia stato un cesareo, un parto naturale o chissà cos’altro. Se sei convinta di questo nulla potrà andare male! Un abbraccio e se hai bisogno chiedimi pure 😉

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