Lo svezzamento di 2G

Ho allattato 2G in modo esclusivo fino ai 6 mesi e ho continuato fino ai 12 mesi come integrazione allo svezzamento.
L’introduzione della frutta a metà mattina non mi ha turbato più di tanto, sia perché mi piace molto, sia perché non andava a modificare il mio equilibrio tetta/nanna.
L’inserimento del pranzo mi ha invece messo più in difficoltà per i seguenti motivi:
– di solito dopo la poppata di “pranzo” 2G si faceva un bel pisolino ed io potevo mangiare, riposare etc. I pediatri consigliano di non dare la tetta dopo la pappa per evitare che il bimbo rifiuti il cibo sapendo che poi ha un’alternativa. Questo concettualmente è giusto ma a mio parere mal si applica alla realtà, soprattutto perché all’inizio il bimbo mangia davvero poca pappa!
– come conseguenza al punto precedente, entravo in agitazione perché 2G non mangiava abbastanza…e più la mamma si agita, peggio procede lo svezzamento
– al contrario della frutta, non mi piacevano le pappette che le stavo preparando e di conseguenza anche 2G non le gradiva!
– trovavo e trovo la tetta così comoda, che il passaggio alle pappe con l’impegno di dover cucinare, riscaldare ed essere seduti al tavolo per mangiare mi faceva sentire molto meno libera di prima.

Esperienze di pancia:
La mia avventura è proceduta abbastanza bene, mettendo a punto man mano i seguenti stratagemmi:
– ho abbandonato subito i prodotti confezionati come liofilizzati (super astringenti con drammatici effetti di stitichezza), omogeneizzati di carne, pesce e frutta, brodi di verdura già pronti. In questo modo ero più soddisfatta di ciò che le proponevo ed anche 2G gradiva di più!
– ho quindi proposto a 2G solo prodotti freschi: frutta grattata con grattugia plastica, carne, pesce e tante verdure cotte al vapore e poi frullati fini fini.
Solo per i carboidrati usavo all’inizio prodotti di farmacia come farina mais e tapioca. Poi sono passate alle pastine integrali non solo di grano duro ma anche kamut, farro, orzo etc.
Non le ho mai dato biscotti col latte, anche perché non usavo il biberon.
– Ho individuato per il momento pappa una routine ed una musica che mi rilassassero, perché il momento di pranzo può essere lungo e impegnativo, è bene cercare di partire col piede giusto!
– i primi tempi dopo la pappa le davo lo stesso il mio latte per integrare il pasto e farle fare il pisolino. Mano a mano che aumentava le quantità di pappa solida, posticipavo sempre di più la tetta, fino al momento in cui non ne ha più avuto bisogno.

– Trucchi per la preparazione: per non dovere cucinare al vapore tutti i giorni, una volta a settimana mi dedicavo a cucinare, frullare e poi congelavo ciò che 2G non avrebbe consumato nel giro di due giorni.
Preparavo le singole porzioni in pacchettini di stagnola e poi li surgelavo a gruppi con l’etichetta: carne bianca, pesce e tante verdure in diversi abbinamenti (zucchine e carote, zucca e patate etc etc) per abituarla ai vari sapori diversi.
Per comodità in viaggio ho provato con prodotti confezionati ma a quel punto il gusto era diverso e non li voleva!

Ogni bimbo e mamma sono diversi e piano piano devono trovare la loro sintonia.
All’inizio è normale preoccuparsi se il bimbo ha mangiato abbastanza, soprattutto per chi ha sempre allattato al seno e non sa quanto mangiasse prima il bimbo.
La regola d’oro è sempre quella di fidarsi del proprio figlio e cercare di godersi anche questa tappa.
Ricordo ancora la mia gioia nel vedere 2G sorridere per la prima volta a tavola dopo aver assaggiato un pezzetto di stracchino!
Oppure il nostro rito di sgranocchiare insieme la pesca noce a metà mattina.
Il nostro esempio pratico è sempre la migliore guida, più di tante parole.

Attualmente si parla molto di autosvezzamento, io non ho grande esperienza in materia.
A livello pratico 2G all’inizio mangiava prima di noi da sola e poi, se non si era ancora addormentata, si sedeva a tavola con noi e faceva dei piccoli assaggi.
In questo modo si è gradualmente abituata a stare a tavola da grande, a vederci usare le posate e così via.
2G è sempre stata molto schifiltosa come il suo papà, per cui non ha mai voluto troppo sperimentare con le mani e a 3 anni sa già arrotolare gli spaghetti!

Ora sono alle prese con 3G, molte analogie ma anche tante differenze…alla prossima puntata! 😉

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