Playgroup, ovvero giocare in lingua inglese!

I pomeriggi di PlayGroup, d’ora in poi abbreviato PG, in lingua inglese sono molto piacevoli; come tipologia ricordano molto l’esperienza della Ludoteca di 2 anni fa che ha permesso ad MA di farsi nuove amiche e a 2G di imparare a giocare con altri bimbi. In particolare il PG è l’occasione per MA di uscire dal ruolo di “Prof” di inglese e 2G ha potuto verificare che sua madre non è l’unica cretina a parlare inglese, ma che ci si può anche divertire con altri bimbi!

Esperienza di Pancia:
Durante questi incontri di circa un’ora prima ci si “riscalda”, poi si entra nel magico mondo dell’inglese e si canta e si balla in modo sfrenato.
La maestra è bilingue italiano/inglese, ma come regola all’interno della scuola tutti devono parlare solo inglese, ognuno in base alle proprie capacità.
Si parte con la narrazione mimata delle avventure del dinosauro Hocus, la maestra R. fa da guida e tutti dietro a ripetere e copiare i suoi gesti: R. ci mette l’anima, è bravissima ed assai coinvolgente, ed anche noi mamme ci impegniamo al massimo…insomma è anche un modo per fare fitness…su e giù, il dinosauro rompe l’uovo e nasce, corre, saltella, incontra oche, rane…il tutto ripetuto tre volte in modo sempre più veloce!
Poi seguono letture di libri, altre canzoni, fino a ricomporre il cerchio magico e salutarci, un modo molto utile per preparare i bimbi al cambio di lingua.

Di volta in volta è bellissimo vedere come tutti i bimbi si lasciano andare e pian piano, senza bisogno di traduzioni, imparano il significato di tante parole come le parti del corpo, animali, colori, modi di salutare etc etc
2G da quando frequentiamo il PG è molto più propensa a sentire la sua mamma parlare inglese e non chiede quasi piu’:”mamma, me lo dici in italian?”
MA è molto contenta di aver avuto una buona intuizione e anche se al momento 2G conosce già quasi tutte le parole introdotte nel PG, risulta comunque utilissimo.
E’ inoltre felice di fare un’attività da sola con la sua primogenita, anche se incastrare tutto tra orari, poppate e tata per 3G è un tour de force…ma ormai lo sa e ieri era in branda alle 20,30!!!

Noto con piacere che molte mamme sono interessate alle lingue straniere e che il bilinguismo sta diventando una realtà anche in Italia.
Nel mio piccolo ho conosciuto le mamme di due compagne di asilo di 2G che sono rispettivamente madrelingua inglese e francese e stanno cercando di portare avanti il progetto del bilinguismo con le loro figlie…altro utile esempio di “normalità” per la mia signorina 😉

P.S: anche se in ritardo… HAPPY HALLOWEEN!!!

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5 pensieri su “Playgroup, ovvero giocare in lingua inglese!

  1. Questo dinosauro è davvero simpatico, anche se ha continui problemi di identità… ;)) (Una mamma che frequenta il palygroup dei bebé (0-2 anni).
    Vero, il metodo Callan (lingua vissuta, mimata e cantata) trovo sia efficacissimo, molto più che una scuola frontale. Soprattutto mi piace il coinvolgere il corpo. Viva viva il plurilinguismo, anche se i bambini hanno bisogno di ritrovare un nido, anche linguistico, in casa propria.. per questo penso che opterò per il nido trilingue che ho scoperto esistere nella nostra città: le lingue lì son parlate da insegnanti madrelingua, ognuno parla la sua ai bimbi (quindi sempre francese o sempre inglese o sempre italiano); le lingue vengono associate a persone specifiche e identificate semplicemente come il LORO modo di parlare, vengono assorbite facendo altro (musica, giochi varii) e a casa si ritorna all’italiano, senza stress per i genitori né disorientamenti varii (detto per un bimbo di pochi mesi: 2G è già grande e più consapevole e certa della sua appartenenza linguistica e di quella della mamma :))

    once upon a time there was an egg…

    1. Manu, grazie come sempre del commento super tecnico!
      2G in questo momento si è abbastanza rassegnata a sentire sua mamma parlare quasi sempre inglese.
      Con il mio livello di conoscenza della lingua per ora riesco a “reggere” le conversazioni… Andando avanti si vedrà! Già ora per rispondere alle domandine tipo: “chi è Dio?” devo ovviamente ricorrere all’italiano 😉
      3G assorbe e non ho davvero idea di che cosa pensi della sua famiglia, a livello linguistico e non!!!
      Credo e spero che abbia capito che sua mamma parla due lingue diverse, a seconda dell’interlocutore e del contesto.
      Se un giorno dovessero cambiare le condizioni al contorno forse io potrei tornare solo all’italiano, fatto benvoluto da 2G ma da valutare bene per non scioccare 3G…boh ammetto che è un salto nel buio…io cerco di stare attenta alle reazioni delle mie bimbe e di ascoltare i consigli di chi ha più esperienza…le vostre esperienze sono sempre molto gradite 😉

      1. Ciao Mammarch, tu sei encomiabile nel tuo impegno! Volevo solo dire che la lingua è soprattutto emozione e sentimento, quindi naturalezza e che per desiderare comunicare in una lingua bisogna averne la necessità. In altre parole, finché 2G non si troverà a interagire con un ambiente che non la capisce se non si sprime in inglese, non avrà motivazione sufficiente a compiere lo sforzo (immane) di pensare e parlare in una lingua diversa da quella (che era) di sua mamma ed è stata quella che l’ha accompagnata nei primi passi (reali e psicoemozionali) nel mondo.

        Un abbraccio.

      2. La tua risposta mi rasserena! Io ho sempre timore di crearle qualche “trauma” a livello emozionale…per fortuna credo sia solo una mia paranoia ;).
        2G per fortuna si diverte a dire paroline in inglese anche se non è obbligata, soprattutto con chi le parla solo in italiano come le nonne o le tate e che non parlano molto bene l’inglese…è diventato il suo gioco!!!
        Nel mio piccolo sono molto orgogliosa perché senza sapere nulla del metodo Callan, quest’estate ho iniziato a introdurre l’inglese proprio nello stesso modo.
        Io in realtà ho applicato il metodo “sopravvivenza” a cui ho dovuto ricorrere fin da piccola per comunicare in spagnolo e poi per l’inglese.
        Credo che questo mio essere naturale nel passarle le informazioni mi abbia permesso di farle accettare abbastanza bene l’inglese…ogni tanto è giusto riconoscersi dei meriti! 😉

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