Il primo giorno alla scuola materna

Premessa:
E’ da qualche giorno che lavoro a questo post e c’è qualcosa che non va, continuo a modificarlo ma non sono convinta…oggi ho finalmente capito il motivo: sto entrando in panico da rientro!
Quest’anno la materna di 2G non è fonte di agitazione come lo scorso settembre (vedi post a seguire), lo è invece la fine della mia “auto-maternita’” e la gestione di due figlie.
La fortuna della libera professione è che non si è obbligati a tornare a lavoro un giorno fisso, ma quando si ricomincia bisogna reinventarsi quasi da zero!
Morale sono in panico da incastro di: asilo 2G, tata 3G, lavoro e trasferte di G, lavoro di MA, malanni da asilo, gestione casa e chi più ne ha più ne metta…ma ammetterlo è già un primo passo 😉

Ed ecco finalmente il post!

Da una chiacchierata con l’amica Y.
Domani 2G comincia il secondo anno della scuola materna ed è molto emozionata di ritrovare i suoi compagni e le maestre.
Quest’anno il ritorno all’asilo è vissuto come un fatto normale che segna la fine delle vacanze ed il ritorno alla routine, ma solo un anno fa era l’inizio di una nuova fase per tutta la famiglia.

La materna è un bel passaggio e come in tutte le cose nuove che riguardano i bambini ci vuole un po’ di tempo e di pazienza!
A seconda dei casi ci saranno bimbi che hanno bisogno subito di più supporto e altri che apparentemente si abituano con facilità, ma quasi sicuramente ci saranno dei momenti di crisi, chi prima chi dopo, per cui, come mi avevano consigliato le maestre della Ludoteca, è meglio non cantare subito vittoria.

Esperienza di Pancia:
2G è una bimba che ha bisogno di molto tempo per abituarsi alle novità, perciò qualche settimana prima dell’inizio dell’inserimento alla materna ho iniziato ad introdurre l’argomento.
Il consiglio è di non parlarne mesi prima, ma aspettare di essere prossimi all’evento, perché i bimbi non hanno il senso del tempo e quindi per loro tutto avviene “ora”, al massimo “domani!”
Per prima cosa abbiamo scelto insieme un libro sul tema intitolato “Il mio primo giorno di Asilo” di Kathleen Amant (della stessa autrice del libro che ci aveva aiutato per il vasino), ed abbiamo introdotto il concetto principale: l’asilo è diverso dalla ludoteca e le mamme non possono entrare in classe!
Questo l’ha molto aiutata nell’arrivare preparata al distacco e ad esprimere in anticipo le sue emozioni: ogni volta che leggevamo il libro, infatti, arrivati alla parte in cui “Leo saluta la mamma ed entra in classe”, 2G scoppiava in pianti fragorosi molto liberatori.

Il suo inserimento è stato senza mamme fin da subito ed a seconda di come reagiva ogni bimbo, le maestre aumentavano il tempo di permanenza in classe.  2G si è fermata per qualche giorno solo un’ora, poi due ore per il resto della settimana, poi fino alle 12 pranzo escluso per altre due settimane ed infine è rimasta anche a mangiare.
Ci sono stati momenti difficili di pianto al mattino sia a casa che in classe, di arrabbiatura con mamma e papà il pomeriggio dopo la scuola, qualche incubo la notte, ma piano piano, grazie alla bravura delle maestre, 2G si è abituata ed al mattino è quasi sempre felice di uscire di casa.

Anche per la mamma è un momento importante: si deve abituare al distacco, al fatto che il figlio è diventato grande e che inizierà a fare esperienze al di fuori di casa e dello stretto nucleo famigliare.
MA era agitata per come 2G si sarebbe integrata con gli altri bimbi, data la sua indole molto riservata e sensibile; inoltre l’esperienza in ludoteca aveva dimostrato che l’interazione con gli altri bimbi non era proprio il suo forte.
In realtà i timori verso 2G nascondevano tutte le emozioni di MA, la quale il giorno in cui si è resa conto che avrebbe dovuto fare le iscrizioni alla materna, perché la sua bimba diventava grande, si era fatta un bel pianto da mammina apprensiva!
Ed alla festa di fine anno, contro ogni sua aspettativa, aveva dovuto tenere sempre gli occhiali da sole per evitare la classica domanda: “Mamma, hai visto che brava…ma perché piangi?!?”

Consigli per la scelta della scuola materna:
– Fidarsi sempre del proprio istinto: se a “naso” una scuola non ci ispira, cercarne un’altra se possibile.
– Prediligere ambienti puliti ed allegri con esposti i lavoretti dei bimbi, maestre appassionate, atmosfera rilassata ed attenzione alla serenità dei bimbi più che al grande numero di attività da fargli fare, spesso fonte di troppo stress.

Consigli per l’inserimento:
– Introdurre l’argomento una settimana prima dell’inizio della scuola con l’aiuto di un libro o di una storia
– Trasmettere serenità al bimbo e rassicurarlo che viene lasciato in un luogo di gioco sicuro
– Rispettare i tempi del bambino e le sue reazioni, portando pazienza ed invitandolo ad esternare i suoi sentimenti
– Evitare di criticare, davanti al bambino, l’operato delle maestre che rappresentano il suo nuovo punto di riferimento
– Accettare come madri di vivere dei momenti di sconforto e di saudade ;).

2G per tutto il primo anno ha parlato molto poco con le maestre e tutte le volte che la andavo a prendere scoppiava in un super pianto liberatorio.
Quest’anno ha dichiarato che parlerà con le maestre…speriamo non decida di farlo solo in inglese!!

Link utili:
Libri di Kathleen Amant molto semplici ed immediati, trattano temi importanti per la crescita
Sito ufficiale: http://www.amant.be/ Catalogo Italia: http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/936423.html
Avventure di Topo Tip, altra linea di libri validi per affrontare tematiche importanti
Catalogo Italia: http://www.giuntistore.it/customer/search.php?in_id_collana=515

Prometto che a breve imparerò a creare i link diretti!

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5 pensieri su “Il primo giorno alla scuola materna

  1. grazie MA per tutti i tuoi consigli. io adoro leggere i libretti col topone quindi andrò subito a cercarli!!! per me è estrema fonte di stress (come ben sapete, dato che mi supportate e sopportte, care amiche di pancia) il rientro al lavoro con conseguente necessità di lasciarlo con la babysitter. non so perchè ma troverei più facile per me mandarlo da subito al nido con tanti bimbi e maestre, che sapere che sta tante ore con una persona che non sono io….

    1. Come afferma la Tata Lucia della tv, è meglio saperlo felice con la babysitter che triste perché non ci siamo noi! E poi vuoi mettere quanta fatica risparmiata nel non doverlo accompagnare al nido, quante notti in bianco e preoccupazioni per i malanni da asilo nido, hai la sicurezza che c’è una persona al 100% dedicata a lui…per il primo anno io voto babysitter, poi va benissimo il nido! Vedrai che troverete il vostro equilibrio.

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